Regia: Francesca Archibugi. Sceneggiatura: Francesco Piccolo, Francesca Archibugi. Fotografia: Francesco Di Giacomo. Montaggio: Esmeralda Calabria. Musiche: Battista Lena Costumi: Catherine Buyse Dian. Interpreti: Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei, Vittoria Puccini, Francesca Reggiani, Aurora Quattrocchi, Filippo Timi, Alessandro Bartolini. Produttori: Domenico Procacci, Luca Bitterlin. Distribuzione: 01 Distribution. Origine: Italia, Belgio 2025
Periferia di Perugia. In un fosso viene ritrovata una ragazzina che indossa un completo d'alta moda. La polizia sta per portare via il corpo, quando un sospiro la svela ancora viva: si chiama Rosa Lazar, è moldava e non ha nemmeno 16 anni. La sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi sono immediatamente chiamati a occuparsi del caso. L'indagine è più complicata del previsto, perché Rosa non sembra avere coscienza delle brutali violenze subite e copre la verità dei fatti. Per la sostituta procuratrice Rosa diventerà la chiave per un'indagine internazionale su scenari inquietanti. Per lo psicologo sarà un altro tipo di indagine, interiore, che lo porterà a scoprire il vero enigma di Rosa Lazar. Apparentemente Illusione è un peculiare detour nella filmografia di Francesca Archibugi ma il focus sulla misteriosa personalità della protagonista adolescente è sicuramente un altro tassello della sua personale affezione al racconto del mondo giovanile ispirato stavolta a un fatto realmente accaduto. Certo a spiazzare è la complessità della narrazione e dei registri utilizzati perché il tentativo, è quello dell'apologo morale attraverso tre (o più?) diverse linee narrative che includono il racconto della vita della protagonista imprigionata in un giro di prostituzione gestito da malviventi romeni che arriva anche ai piani alti del Parlamento Europeo di Bruxelles, c'è poi il ritrovamento di lei in fin di vita a Perugia e la sua convalescenza in una struttura protetta gestita in maniera folcloristica da suor Lucia interpretata da Aurora Quattrocchi e, infine, il suo rapporto morboso con lo psicologo (Michele Riondino) che a sua volta, complice un matrimonio che gli sta stretto con la moglie insicura (Vittoria Puccini) e la suocera invadente (personaggio molto comico che sembra scritto per Francesca Reggiani che fa Francesca Reggiani), ha un rapporto con l'algida sostituta procuratrice (Jasmine Trinca).
C'è anche una linea che non porta da nessuna parte, quella del vicequestore Pizzirò (Filippo Timi), utile solo ad aggiungere un po' di azzeccato thriller umbro - lo psicologo Mangiaboschi non la racconta forse del tutto giusta per via di uno screzio violento avuto da giovane - a una storia che arriva anche alle porte di Bucarest - troppo sommariamente messa in scena tra degrado e folclore - a rintracciare la madre della ragazza misteriosa soprannominata "la vergine moldava".
Il mondo raccontato è torbido e nero e serve a far immaginare fin dove possono spingersi gli abissi umani.
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