Regia e Sceneggiatura: Daniel Roher. Fotografia: Lowell A. Meyer. Montaggio: Greg O'Bryant. Scenografia: Peter Cosco. Musiche: Will Bates.
Costumi: Sarah Millman. Interpreti: Leo Woodall, Dustin Hoffman, Havana Rose Liu, Lior Raz, Tovah Feldshuh, Jean Reno, C.S. Lee. Produttori: Lila Yacoub, JoAnne Sellar. Distribuzione: Notorious Pictures. Origine: Canada, U.S.A. , 2025.
Niki è un ex bambino prodigio del pianoforte con un dono rarissimo: un udito assoluto capace di cogliere ogni vibrazione, ogni micro-suono nascosto nel mondo. Un talento straordinario, ma anche una condanna. La sua ipersensibilità ai rumori è talmente acuta da costringerlo a indossare protezioni auricolari e ad abbandonare il sogno di diventare pianista. Il giovane si reinventa come accordatore di pianoforti, preciso e solitario, ma la sua vita tranquilla cambia quando qualcuno scopre che il suo orecchio perfetto può essere usato per molto più che accordare strumenti. Da quel momento Niki si ritrova coinvolto in un gioco che non ha scelto e dovrà fare i conti con il peso del suo dono e con i limiti che gli ha imposto per anni. «...Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film», cantava Luca Carboni nel 1984 e fa veramente molto piacere rivedere in un film il grande attore statunitense ottantottenne in una parte scritta con amore e grazia.
Proprio i duetti tra le strade e gli appartamenti lussuosi di New York, tra il protagonista Niki White (Leo Woodall), un talentuoso accordatore di pianoforti e Harry Horowitz (Dustin Hoffman), l'anziano proprietario della ditta di accordatura che sta perdendo l'udito, sono la parte più interessante del film anche perché caratterizzati da un umorismo che imprime al film inizialmente il tono della commedia che poi sfocia invece nel thriller e nell'heist movie. Nella vicenda, la sceneggiatura introduce anche l'aspetto sentimentale attraverso il personaggio di Ruthie (Havana Rose Liu), una determinata studentessa di composizione che sogna di lavorare con un grande compositore (Jean Reno in un cameo di peso) e che mette in discussione la bussola musicale e morale del protagonista. La costruzione di questa relazione è un tentativo di mettere in scena le problematiche e le contraddizioni della generazione zillenial con una sorta di inspiegabile incomunicabilità tra i due e poi una serie di sfoghi risentiti (il ragazzo per la sua sindrome ha dovuto abbandonare il sogno di diventare pianista).
Il meccanismo della sceneggiatura, che porta alle estreme conseguenze il gioco pericoloso del protagonista con i malavitosi russi, funziona e consente alla fine di mettere tutti i pezzi a posto e allo spettatore di ripensare al film che ha un andamento jazz contrappuntato anche dalle scelte musicali (come omaggio appare in un cameo addirittura Herbie Hancock) in linea con le percezioni auditive del protagonista. In un peculiare attraversamento tra un film d'autore e più di nicchia, come la professione messa in scena e studiata in maniera abbastanza precisa, e uno rivolto a un pubblico più ampio grazie anche alla presenza di star amate e conclamate come Dustin Hoffman e Tovah Feldshuh, ma anche ai due giovani e già affermati interpreti come Leo Woodall e Havana Rose Liu.
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